Come cucinare trombette da morto

trombette da morto

Trombette da morto o trombette dei morti

Le trombette da morto, trombette dei morti o Craterellus Cornucopioides sono piccoli funghi dalla forma decisamente singolare che sbucano nei boschi o nelle foreste di latifoglie degli Appennini o delle Alpi. Il loro nome scientifico è Craterellus cornucopioides, che significa letteralmente “piccola coppa” e “cornucopia”, a causa della loro forma tipica. Il simpatico funghetto si è ritrovato l’appellativo di trombetta dei morti perché spunta nei nostri boschi proprio intorno al 2 novembre, quasi a ricordarci la ricorrenza dei defunti. Non sono molti gli estimatori delle trombette, ma dovete sapere che il fungo è perfetto per essere impiegato quale condimento di primi, sia essiccato, e dunque polverizzato, sia fresco. A dire il vero, le trombette sono un fungo poco conosciuto, forse proprio a causa della loro forma non troppo attraente e del loro aspetto, per così dire, funereo, ma il loro sapore è molto simile a quello del nobile tartufo: non a caso, esse sono anche note quale “tartufo dei poveri”.

Come cucinare le trombette dei morti

In cucina possono dare risultati sorprendenti, naturalmente non senza qualche trucco del mestiere. Pasta e riso sono perfetti per le trombette: primi veloci da preparare, ma gustosissimi e perfetti per un pranzo domenicale in famiglia. Un filo d’olio e un’abbondante spolverata di parmigiano renderanno il primo davvero invitante. Tra le ricette più particolari che contemplano l’impiego delle trombette, troviamo i gnocchetti di zucca con trombette dei morti, che suggerisce un abbinamento suggestivo tra il sapore intenso della zucca, impiegata nell’impasto degli gnocchi, e quello sfizioso dei funghi. Le trombette hanno un’aroma delicato e sono dunque perfette anche per i contorni: uno sposalizio tutto da gustare è quello delle trombette con l’indivia, piatto da servire caldo, impreziosito dal succo di limone. Un altro suggerimento per una ricetta sfiziosa, perfetta per un aperitivo o quale raffinato antipasto, è la bruschetta con le trombette. I funghi dei morti permettono infatti di reinventare uno dei piatti simbolo dello stivale: l’abbinamento dei funghi con il timo, la cipolla, il pecorino, un filo d’olio d’oliva e la panna sorprenderà piacevolmente i vostri palati. Un altro modo per sfruttare le trombette è essiccarle e ridurle in polvere per avere sempre a disposizione un condimento leggero per i propri primi. La condizione è che si calcoli circa un cucchiaio di polvere per ogni commensale, al quale vanno aggiunti burro e pepe.

Conservare le trombette da morto

Vediamo ora come essiccare il Craterellus Cornucopioides: innanzitutto dovete sapere che esistono due metodi di essiccazione, in forno e al sole. L’essiccazione sotto il sole è ovviamente il metodo suggerito dalla tradizione, ma spesso, soprattutto in novembre, il sole non è così caldo e clemente, quindi saremo costretti a ripiegare sull’essiccazione in forno. In ogni caso, i funghi vanno puliti per bene e tagliati verticalmente a fettine sottili. Se li essiccate al sole, dovrete allinearli tutti su una tavola di legno, facendo attenzione che non si sovrappongano. Dovrete poi rigirarle regolarmente, fino a che non scorgerete più alcun segno di umidità. Quando saranno ben secchi potrete ritirarli e conservarli in sacchetti di plastica per alimenti chiusi ermeticamente.

Se invece optate per l’essiccazione in forno, potrete allineare i funghi su una carta da forno e impostare la temperatura a 45°. Per evitare che si formi umidità, è meglio che il forno sia ventilato e potete addirittura lasciarlo leggermente socchiuso. Una volta secchi, i funghi possono essere conservati a fettine nei sacchetti di plastica, come già detto, ma possono anche essere ridotti direttamente in polvere, con un robot da cucina oppure pestandoli in un mortaio.

Trombette dei morti ricette

Risotto con trombette da morto e gamberoni
Risotto con trombette da morto
Pasta con trombette da morto
Gnocchi di zucca con trombette da morto