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Come cucinare trombette dei morti

Di : | Commenti disabilitati su Come cucinare trombette dei morti | On : 6 Maggio 2019 | Categoria : Come cucinare

trombette da morto

Trombette dei morti o trombette da morto

Trombette dei morti: descrizione, ambiente e come riconoscere il fungo
Vediamo all’interno di questo paragrafo le trombette dei morti maggiormente in dettaglio, prendendo in esame gli ambienti favoriti per la loro proliferazione. Ciò sarà utile a comprendere inoltre come riconoscere questa varietà.

Trombette dei morti ambiente

Questo tipo di fungo, il cui nome scientifico è Craterellus Cornucopioides, appartiene alla famiglia dei saprofiti, ossia una tipologia di funghi che si nutre esclusivamente di organismi in stato di decomposizione. Esso predilige in maniera particolare tipi di terreno che presentano un alto grado di umidità. Per quanto riguarda la composizione del terreno, le trombette dei morti si ritrovano con maggiore facilità nelle zone dove la terra può vantare un’alta percentuale di calcare o essere in generale tendente al basico. Ecco perché se si vogliono cercare questi funghi, bisogna recarsi dove ci sono terreni a prevalenza di rocce calcaree oppure dolomie. L’ideale, perciò, è mettersi a cercarli vicino a zone nelle quali si possono trovare delle cave di marmo, che costituiscono uno degli ambienti prediletti dalle trombette dei morti per proliferare indisturbati. Per individuare questa combinazione di roccia e terreno basta farsi guidare in un certo senso dallo schema di colori: le rocce ad alta componente calcarea sono infatti generalmente di tonalità di colore chiaro, con una netta prevalenza di bianco latte che tende in alcune venature al grigio o giallo chiaro.

Per ciò che concerne la distribuzione sul suolo italiano, è importante notare che i suoli calcarei possono trovarsi prevalentemente nelle zone meridionali e centrali. Sulle Alpi occidentali, invece, essi sono abbastanza rari, per tornare invece ad essere maggiormente diffusi nel momento in cui ci si sposta verso oriente ed il lato dell’Adriatico. Ad ogni modo, le rocce calcaree e dolomie si possono trovare sparse un po’ lungo a tutto il territorio italiano. È importante ricordare comunque che una condizione necessaria affinché le trombette dei morti possano nascere è quella di avere un’abbondanza di materia organica che si sta decomponendo. Ecco dunque che boschi con strati numerosi di fogliame su quali cade acqua piovana rappresentano davvero un ottimo presupposto per trovare questa varietà di fungo. La vegetazione, infatti, gioca un ruolo fondamentale nella diffusione e potenziale crescita delle trombette dei morti. A tal proposito, questi funghi amano i boschi e le foreste dove si possono trovare alberi di faggio. Altri alberi molto amati da questa varietà di funghi sono quelli di nocciolo, frassino e castagno. Inoltre, diverse tipologie di quercia costituiscono un habitat particolarmente favorevole.

Caratteristiche Trombette dei morti

Riconoscere le trombette dei morti risulta molto semplice in virtù di alcuni fattori. Generalmente questa varietà di fungo si presenta di dimensioni contenute leggermente superiori a quelle di un finferlo. Tuttavia, qualora il terreno risulti particolarmente adatto poiché gode di un perfetto bilanciamento di umidità, la trombetta dei morti può arrivare a raggiungere dimensioni sicuramente maggiori.
Il colore delle trombette dei morti rappresenta uno degli aspetti sicuramente più riconoscibili, tanto da rendere questa varietà pressoché unica all’interno della propria specie. Le tonalità ricordano la madreperla e sono costellate di sfumature cangianti al punto tale che, quando viene fotografato, questo fungo riesce a richiamare delle tonalità che possono andare dai toni del bianco ocra fino addirittura al blu. Anche il gambo, che in natura è grigio, quando viene fotografato riesce a risultare quasi del tutto bianco: si tratta perciò di una vera e propria meraviglia della natura sempre mutevole e interprete del territorio specifico dove nasce.

Al fine di non confonderlo con altri tipi di funghi conici che sono in fase di marcescenza, è importante riconosce che questo fungo può sempre vantare delle sfumature variopinte e cangianti, mentre un fungo simile ma verso la decomposizione tenderà a colori molto scuri nonché abbastanza piatti.
Infine, per ciò che concerne la fase di individuazione della trombetta dei morti, deve essere notato che a seguito di precipitazioni copiose il colore di questo fungo varia notevolmente, andando a scurirsi fino ad arrivare quasi un colore nero.

Come pulire le trombette dei morti

Simili per molti versi al tartufo nero, grazie al caratteristico odore avvolgente, e molto gustosi: all’interno di questo paragrafo si vedrà come pulire accuratamente le trombette dei morti prima di procedere al loro impiego in cucina.
Sono in molti a pensare che le trombette dei morti siano tra i funghi più gustosi, caratterizzati per l’ottimo profumo che trova poi una corrispondenza al momento dell’assaggio: le trombette dei morti, prima di essere essiccate o consumate fresche, devono essere correttamente pulite.

Durante la fase di pulizia sarà necessario assicurarsi di eliminare qualsiasi residuo di terra per evitare spiacevoli inconvenienti, in modo particolare per le trombette dei morti che devono essere destinati al consumo fresco. Anzitutto, è necessario prendere un fungo alla volta e utilizzando un coltellino apposito si deve procedere a recidere il peduncolo inferiore, che spesso presenta residui di terra. Fatto ciò, le trombette dei morti devono essere tagliate seguendo una linea verticale: questa operazione deve essere eseguita su di un solo lato dell’imbuto e l’obiettivo è quello di verificare il contenuto all’interno del fungo. Aprendo leggermente la trombetta infatti sarà possibile notare immediatamente un’eventuale presenza di piccoli animaletti oppure di lumache. In generale è molto facile trovare all’interno dei residui organici come degli steli d’erba. Ecco dunque che con l’ausilio di uno straccetto leggermente inumidito si potrà rimuovere qualsiasi corpo estraneo presente all’interno del fungo.
In alternativa a questo punto è possibile sciacquare velocemente le trombette dei morti sotto un getto di acqua fresca, facendo attenzione che tutto ciò che è contenuto al loro interno venga rimosso. Terminata l’operazione di lavaggio si può procedere poi con la fase di asciugatura, che deve essere eseguita su di un canovaccio asciutto e ben pulito per ottenere delle trombette dei morti ottime e sane da consumare.

Come cucinare le trombette dei morti

Non sono molti gli estimatori delle trombette, ma dovete sapere che il fungo è perfetto per essere impiegato quale condimento di primi, sia essiccato, e dunque polverizzato, sia fresco. A dire il vero, le trombette sono un fungo poco conosciuto, forse proprio a causa della loro forma non troppo attraente e del loro aspetto, per così dire, funereo, ma il loro sapore è molto simile a quello del nobile tartufo: non a caso, esse sono anche note quale “tartufo dei poveri”.

In cucina possono dare risultati sorprendenti, naturalmente non senza qualche trucco del mestiere. Pasta e riso sono perfetti per le trombette: primi veloci da preparare, ma gustosissimi e perfetti per un pranzo domenicale in famiglia. Un filo d’olio e un’abbondante spolverata di parmigiano renderanno il primo davvero invitante. Tra le ricette più particolari che contemplano l’impiego delle trombette, troviamo i gnocchetti di zucca con trombette dei morti, che suggerisce un abbinamento suggestivo tra il sapore intenso della zucca, impiegata nell’impasto degli gnocchi, e quello sfizioso dei funghi. Le trombette hanno un’aroma delicato e sono dunque perfette anche per i contorni: uno sposalizio tutto da gustare è quello delle trombette con l’indivia, piatto da servire caldo, impreziosito dal succo di limone. Un altro suggerimento per una ricetta sfiziosa, perfetta per un aperitivo o quale raffinato antipasto, è la bruschetta con le trombette. I funghi dei morti permettono infatti di reinventare uno dei piatti simbolo dello stivale: l’abbinamento dei funghi con il timo, la cipolla, il pecorino, un filo d’olio d’oliva e la panna sorprenderà piacevolmente i vostri palati. Un altro modo per sfruttare le trombette è essiccarle e ridurle in polvere per avere sempre a disposizione un condimento leggero per i propri primi. La condizione è che si calcoli circa un cucchiaio di polvere per ogni commensale, al quale vanno aggiunti burro e pepe.

Conservare le trombette da morto

Vediamo ora come essiccare il Craterellus Cornucopioides: innanzitutto dovete sapere che esistono due metodi di essiccazione, in forno e al sole. L’essiccazione sotto il sole è ovviamente il metodo suggerito dalla tradizione, ma spesso, soprattutto in novembre, il sole non è così caldo e clemente, quindi saremo costretti a ripiegare sull’essiccazione in forno. In ogni caso, i funghi vanno puliti per bene e tagliati verticalmente a fettine sottili. Se li essiccate al sole, dovrete allinearli tutti su una tavola di legno, facendo attenzione che non si sovrappongano. Dovrete poi rigirarle regolarmente, fino a che non scorgerete più alcun segno di umidità. Quando saranno ben secchi potrete ritirarli e conservarli in sacchetti di plastica per alimenti chiusi ermeticamente.

Se invece optate per l’essiccazione in forno, potrete allineare i funghi su una carta da forno e impostare la temperatura a 45°. Per evitare che si formi umidità, è meglio che il forno sia ventilato e potete addirittura lasciarlo leggermente socchiuso. Una volta secchi, i funghi possono essere conservati a fettine nei sacchetti di plastica, come già detto, ma possono anche essere ridotti direttamente in polvere, con un robot da cucina oppure pestandoli in un mortaio.

Trombette dei morti ricette

Risotto con trombette da morto e gamberoni
Risotto con trombette da morto
Pasta con trombette da morto
Gnocchi di zucca con trombette da morto